Amatori Rugby Torre del Greco“Rugby is a beastly game played by gentlemen; soccer is a gentleman’s game played by beasts”.
La vulgata attribuisce l’aforisma ad Oscar Wilde il quale, nonostante abbia scritto e detto molte cose interessanti, quella di sopra non l’ha mai, neanche, pensata.
Molti dei miei lettori s’incazzeranno se mi permetto di riportare “un basic translation” ma oso e mi offro al pubblico ludibrio:
“Il rugby è un gioco bestiale giocato da gentiluomini; il calcio è un gioco nobile giocato da bestie”
Ancora molti lettori riterranno che l’opinionista sia a corto d’argomenti per aver citato una delle frasi più abusate dell’universo rugbystico e, alla Di Pietro, si domanderanno “ Ma che ci azzecca con la finale del 31 maggio della Coppa Campania?”.
Risposta “Tutto e niente” come capita a tutte le parole un po’ ambigue ma che si prestano a passare per verità eterne e sacrosante.
“Niente” perchè quando non sai dove andare a parare un buon “incipit” non guasta.
“Tutto” perché l’ambiguità contenuta ti permette di adattare il senso a qualsiasi tesi facendo in modo che le tue personali opinioni siano supportate da gente altolacata.
Chiarito il metodo passiamo ai contenuti.
Le finali di Coppa Campania del 31 maggio saranno disputate sia dai seniores della serie C che dall’under 19: c’è il presente e c’è il futuro, quindi indipendentemente da quello che dirà il green, il risultato è già stato conseguito e questo è il lato nobile della faccenda per cui si può passare al lato bestiale del problema.
“Un torneo con poche squadre non è rappresentativo del rugby campano” oppure “ occasioni di rivincita per perdenti” o, ancora, “Dietro il XV in campo si schiera anche la storia e, quando non c’è, si vede.” oppure ancora la citazione di un calciatore che ho riportato in passato “Loro vinto, perché noi non incazzati”
E ora direte voi “E’ possibile che le bestie sono solo nel calcio e nel rugby ci sono solo gentiluomini?”. Nei fatti umani le categorie costituiscono una grande occasione per dire cazzate ed è ovvio che le cose non stanno così però se si considerano le cose dal punto di vista statistico i conti quasi tornano e una frase del tipo “Nel rugby in Italia c’è qualcuno che gioca con mentalità calcistica” potrebbe avere il suo fondamento di verità.
Nel quinquennio 1990-1995 Milano divenne la capitale dello sport ma soprattutto del rugby.
Nel Milan rugby giocavano Massimo Giovannelli, i fratelli Cutitta, il mitico Diego Dominguez, non meno mitico dell’altro Diego napoletano, e addirittura David Campese: con tutto questo ben di Dio l’Italia portò a SEI il numero di nazioni degne di giocare a rugby in Europa.
Il Milan Rugby creò una leggenda e poi scomparve perché dietro le stelle non c’era nessuno: giovanili, tecnici, ex giocatori, bambini figli di rugbysti trasportati sui campi destinati a mangiare pane e rugby e a giocare a rugby da grandi, nada de nada, c’era solo il fantasma delle vittorie pretese dal suo presidente che rispondeva al nome di Silvio Berlusconi.
Silvio, purtroppo, decise che il rugby non faceva per Lui (aveva giocato a calcio all’oratorio con salesiani e gesuiti) e si dedicò totalmente al calcio (il Milan da tempo non fa granché e non è all’altezza dei settantaquattro anni del Suo Presidente splendidamente portati con i capelli tutti neri e che, in quanto a femmine, dà lezioni a tutti. Beato Lui a Cui il PadreEterno ha regalato una prostata d’acciaio e poi dicono che non bisogna invidiarLo). Ed ora il Presidentissimo si è dedicato a tutto il Paese e i risultati si vedono.
Anche dell’Utri si è dedicato al Ping Pong chiamando un cinese campione del mondo e ha vinto tutto quello che c’era da vincere; ora il cinese gli ha fatto causa di lavoro per vari stipendi arretrati.
Dell’Utri non ha i soldi di Berlusconi e quindi, spesso, lascia spesso conti in sospeso con grande rammarico di trattori (gestori di trattorie e ristoranti) e locandieri (gestori di locande ed alberghi) e questo Silvio non lo fa perciò Lui è Presidente e Dell’Utri un semplice Senatore della Repubblica.
Pare che Silvio abbia lasciato il rugby perché non faceva troppa audience e poi perché, da sondaggi riservati, aveva appreso che i tifosi della palla storta non si fidano di un presidente che non abbia giocato a rugby. Peccato, perché Lui, che sa fare tutto, con il suo fisico e, anche facendo a meno del Suo endocrinologo di fiducia, sarebbe stato un grande mediano di mischia.
In attesa di vincere tutto come il Milan rugby dovremmo cominciare a vincere la Coppa Campania, e poi invitare il Presidente a Pomigliano per premiare di propria mano la squadra che vincerà la Coppa.
Silvio Berlusconi ha dato il meglio di sé a Napoli in occasione dell’emergenza spazzatura e da allora spesso ci onora della Sua presenza e allora perché non fare appello alle Sue doti di demiurgo per far scomparire il deposito, modernissimo, di “munnezza” che si erge profumatamente, anche a temperature medie, accanto al Giuseppe Leone di Pomigliano d’Arco?
Non sarà un gran disturbo perché il G. Leone è vicinissimo all’aeroporto di Capodichino ed, essendo tutta autostrada, è sufficiente il tempo di un “amen” per raggiuncerci: più o meno il tempo di fare Napoli Casoria senza traffico, cioè niente.
Vostro Not/Unknown
Nicola Romano