Amatori Rugby Torre del GrecoCome si vince a rugby?”
“Trivial! Segnando più punti dell’avversario”. Fidatevi del vostro opinionista di fiducia Not/Unknown.
Amatori Torre Rugby batte Partenope Rugby per due punti. D’ora in poi, ed anche in futuro, preferirò il geografico Torre Rugby perché ”Amatori” mi sa tanto di dopolavoro, anche se i ragazzi , per età e fattezze, su altri campi di gioco rivendicano, e meritano a pieno titolo, il succitato attributo; peccato che alle eventuali perfomances non abbiano potuto assistere i circa trecento spettatori che si sono dati appuntamento al Liguori di Torre del Greco per “godersi” una partita di serie C del girone laziale/campano di rugby. Ça va sans dir, “va da sé”per quelli che preferiscono gli All Black al rugby champagne, che gli amici della Partenope siano cultori appassionati dello stesso sport, senza avere l’attributo “Amatori” nel nome.
Partita bollente e brividi sugli spalti, purtroppo da serata invernale.
Che sarebbe stata una bella partita era scritto negli astri, e nella classifica, e che sarebbe stata una partita giocata fino alla fine ad un ritmo che spesso latita anche in serie superiori lo si sapeva dall’amaro in bocca provato dagli “Amatori” nel confronto del girone d’andata nel quale la Partenope andò in vantaggio di nove punti per tre punizioni consecutive all’inizio del primo tempo: vi fu una rimonta a suon di mete ma mancò tempo, e lucidità, per vincere. Roba passata però, perché anche sabato sera la Partenope, dopo venti minuti, era in vantaggio per 9 a 3.
Sabato sera è andata in maniera diversa perché il Rugby Torre ha voluto vincere nonostante lo svantaggio, nonostante gli avversari non fossero in gita scolastica ma, ed è nel loro stile, impegnati in un tour didattico in provincia; alla fine hanno perso qualche pezzo per strada per riposo tattico perché il galateo rugbystico, ad onore di tutti gli atleti, è stato rispettato come se in tribuna fosse stata presente la Regina d’Inghilterra.
E' da segnalare ai navigatori in palla ovale anche un arbitraggio innovativo in quanto è stato introdotto nel regolamento il fallo di “urlo in touche” che costringerà i mister(s) nostrani a frequentare collegi di orsoline e chiostri di trappisti per praticare il turpiloquio sottovoce ma è da ribadire che gli arbitri in campo sono i migliori, ed unici, arbitri della situazione. Come tutti sanno, la bravura di un arbitro è direttamente proporzionale al tempo giocato senza interruzioni: le sanzioni su cazzotti, touche storta, passaggio in avanti, introduzione storta, ablatura vivace non ci dicono quanto è bravo l’arbitro ma solo quanto sono sprovveduti gli atleti. La capacità di prevenzione è la caratteristica che fa grande un arbitro perché l’invito continuo a rispettare distanza per evitare fuori gioco (e/o attaccatura di flankers per evitare placcaggi fralloccati) impedisce finali di gara ad alto tasso adrenalinico e quando c’è in giro troppa adrenalina tutti gli atleti ritengono di essere stati penalizzati.
Quando, poi, un arbitro sanziona autentici crimini contro l’umanità come i falli commessi, continuamente, da una squadra in attacco, un attimo prima di andare in meta, allora dimostra di meritare il “Sei nazioni”, perché ricorda alla suddetta squadra un’aurea regola del rugby , ignorata da qualsiasi regolamento ma praticata da tutto il popolo del rugby senza pensarci troppo, che i miei amati rugbysti farebbero bene a non dimenticare mai.
Essa recita così gli unici falli che si devono fare sono quelli da fare quando non c'è più niente da fare.
Alla prossima
Vostro Not/Unknoun
Nicola Romano
N.B. E stata una bella serata di sport: 300 + 30 persone hanno inneggiato al rugby alla faccia della televisione, della magnatella in famiglia, della maglia di lana per non raffreddarsi, dell’influenza che è sempre in agguato con i ringraziamenti di Big Pharma e del Ministero della Sanità per suini ed affini.
Viva il Rugby